Fossa Imhoff: che cosa è, a cosa serve, qual è il suo funzionamento?

da Super User
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Nell’articolo di oggi parleremo di un sistema di smaltimento delle acque reflue prodotte in una casa di civile abitazione per il cui smaltimento  non è possibile allacciarsi alla pubblica fognatura (es. casa in campagna). Nel nostro caso parliamo di insediamenti civili inferiori a 50 vani o produzioni inferiori a 5.000 (cinquemila) mc.

La fossa Imhoff.

Prima di parlare della fossa Imhoff è bene chiarire cosa si intende per acque reflue:

Per acque reflue (acque nere) si intendono tutte quelle acque - a causa del loro utilizzo da parte dell’uomo nelle lavorazioni domestiche, agricole o industriali – hanno perso le loro la cui qualità è stata pregiudicata, alterandone la composizione e rendendole pericolose per l’uomo e l’ambiente. Ad esempio le acque di scarico provenienti da water, lavabi e lavandini.

La fossa di tipo Imhoff ( il nome deriva dal suo ideatore, l’ingegnere tedesco Karl Imhoff) sono dei serbatoi (vasche) impiegati per il trattamento primario delle acque nere aventi come caratteristica principale la composizione in due scomparti. La normativa di riferimento per il loro utilizzo è data dalla Delibera del Comitato Interministeriale per la tutela delle acque del 4 febbraio 1977.

Queste vasche devono avere accesso dall’alto ed essere dotate di idoneo tubo di ventilazione. Come precedentemente accennato esse sono composte da uno scompartimento per la sedimentazione delle parti solide posto nella parte superiore, avente - così come indica la normativa – una capacità di 40/50 litri per utente e, in qualsiasi caso – anche per le vasche più piccole – non inferiore a 250/300 litri complessivi. 

In questo scompartimento le parti grossolane dei liquami sedimentano sul fondo e, attraverso un’apertura, arrivano al secondo comparto, il digestore.

Esso, in base all’art. 4 della sopracitata delibera, ha una capacità di almeno 100/120 litri pro capite nel caso di due estrazioni l’anno mentre, nel caso di una estrazione l’anno, si consiglia un digestore dalla capacità di 180/200 litri pro capite.

Nel digestore avviene, attraverso la digestione in assenza di ossigeno (anaerobica) da parte delle colonie batteriche, la distruzione e degrado dei composti organici. Negli impianti a regola d’arte alla fossa Imhoff viene collegato un degrassatore dove vengono fatte passare separatamente le acque provenienti dai lavabi (cd. acque grigie). Il fango e la crosta prodotti devono essere eliminati periodicamente, da una a quattro volte/anno.

Una volta avvenuta la fase di de grassazione e digestione è possibile disperdere il liquame chiarificato nel terreno per sub. irrigazione  o pozzi assorbenti.

L’ubicazione delle fosse deve essere almeno ad un metro dalle fondazioni e non meno di 10 metri da qualunque falda, pozzo, sorgente o condotta destinata all’utilizzo di acqua potabile.

Nei prossimi articoli vedremo i sistemi di dispersione del liquame chiarificato e la normativa di settore.Per qualsiasi informazione, dubbio o considerazione lasciate un commento alla pagina o contattatemi.

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