IL PREVENTIVO OBBLIGATORIO DEL LIBERO PROFESSIONISTA: COSA DEVE CONTENERE?

da Super User
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Fino a qualche tempo fa la redazione di un preventivo da parte del libero professionista era un qualcosa di facoltativo. Normalmente, quando veniva stilato, conteneva una descrizione sommaria dell’incarico ricevuto, l’importo complessivo e le modalità di pagamento.

La legge 214/2017 (conversione del DL  24 gennaio 2012, n. 1) ha sancito l’obbligatorietà della stipula di un preventivo dettagliato della prestazione da svolgere  al fine di salvaguardare la trasparenza del rapporto tra il libero professionista e il cliente.

Entriamo nel merito e analizziamo le caratteristiche che un preventivo deve avere.

Un primo aspetto obbligatorio è l’indicazione del numero di polizza assicurativa del professionista per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale.

L’aspetto più interessante riguarda i compensi …

All’Art. 9 comma 3 del DL si stabilisce che:

“Il compenso per le  prestazioni  professionali  e'  pattuito  al momento   del   conferimento    dell'incarico    professionale. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di  complessità' dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa  gli  oneri ipotizzabili  dal   momento   del   conferimento   alla   conclusione dell'incarico  e  deve  altresì  indicare  i  dati   della   polizza assicurativa per  i  danni  provocati  nell'esercizio  dell'attività professionale. In ogni caso la misura del compenso, previamente  resa nota al cliente anche in forma scritta se da questi  richiesta,  deve essere adeguata all'importanza dell'opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di  spese, oneri e contributi. L'inottemperanza di quanto disposto nel  presente comma costituisce illecito disciplinare del professionista.”

Quindi possiamo stabilire con certezza quali dati deve contenere un preventivo.

Nel preventivo dovrà essere indicato l’importo complessivo del compenso professionale, il quale dovrà essere adeguato all’importanza dell’opera e dovrà essere dettagliato in tutte le sue fasi, comprensive di spese e oneri.

Pertanto il mio consiglio è quello di scorporare in voci singole l’intera prestazione indicando i costi per il reperimento dei dati, le operazioni preliminari (ad esempio, colloqui con gli uffici e reperimento dati) la progettazione di massima, quella esecutiva, la Direzione Lavori, tutte le operazioni catastali, etc.

Insomma per ogni singola operazione indicare i relativi costi e – ove possibile – anche le spese che si andranno a sostenere.

Nel caso in cui, come avviene nella realtà, alcune spese non fossero preventivabili, è opportuno indicare specificatamente che dal preventivo sono escluse tutte le spese e gli oneri none espressamente specificati. Questo per garanzia del professionista e per correttezza professionale nei confronti della committenza.

Per ciò che riguarda il compenso …

L’art. 2223 del c.c. stabilisce che il compenso dev’essere adeguato all’importanza dell’opera e al decoro della professione.

Questo, a mio parere, è un punto cruciale.

La normativa attuale ha suddiviso le autorizzazioni a seconda dell’importanza dell’opera. Più precisamente oggi abbiamo ben definito ciò che necessita di un Permesso di Costruire, di una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) o di una Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA).

Questa distinzione ci aiuta parecchio nell’impostazione del compenso. Ma …

E’ di pari importanza il decoro professionale.

Un professionista anche per poter – come purtroppo si sente ormai troppo spesso dire – “compilare un modulo” ha alle spalle anni di studio e specializzazione (diploma, laurea, tirocinio, corsi di formazione) che gli attribuiscono la competenza e la responsabilità della redazione di quella specifica pratica.

Nel calcolo del compenso non va tenuto conto solo del tempo materiale per la redazione della pratica ma del tempo e del lavoro che ci è voluto per potersi permettere di redigerla.

Ad esempio: trovo su internet troppe volte pubblicità sulla redazione degli Attestati di Prestazione Energetica a prezzi da raccolta dei pomodori. Tralasciando l’aspetto che senza sopralluogo il certificato è nullo …

Quanto dovrebbe costare un sopralluogo di un geometra? E quello di un ingegnere o di un architetto?

Se – con tutto il rispetto dovuto – l’idraulico chiede, giustamente, 50 euro solo per la chiamata perché mai un geometra o un ingegnere dovrebbero chiedere lo stesso o addirittura di meno?

Il decoro professionale non è “declassare” le altre professioni ma dare il giusto valore alla propria.

E quanto costa la responsabilità che il tecnico si prende nel redigere una pratica?

Quello che si paga è proprio questo: il tempo che ci è voluto per poter fare il nostro lavoro e la responsabilità che ogni nostra firma comporta.

Per poter svolgere la nostra professione abbiamo investito anni della nostra vita nello studio e nel superamento di esami di abilitazione certificati dallo Stato.

Il nostro dovere è fare un prezzo che sia onesto rispetto alla prestazione professionale, la quale dev’essere di eccellente qualità. Questo è il nostro dovere, non svenderci e fare il nostro lavoro in maniera approssimativa.

Lasciate un commento alla discussione è importante confrontarsi tra professionisti e committenza. Per qualsiasi informazione contattatemi; sarò lieto di rispondere.

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